#3 LA SCIENZA

 

Non una ma tante discipline

Ancora prima dell'invenzione del primo proiettile e della scoperta della polvere da sparo, si può dire che la guerra e i sanguinosi conflitti tra popolazioni siano antichi quanto la civiltà stessa. Delimitare la pistola a una scienza sarebbe a dir poco riduttivo dal momento che all'interno di ogni arma da fuoco un gran numero di tecniche e di scienze lavorano in maniera sinergica per creare un prodotto sempre più affidabile e prestante. Per la chimica, i componenti chimici che risiedono all'interno del proiettile come la nitroglicerina, la tecnologia dei materiali, l'utilizzo del miglior materiale per la canna e per la sua zigrinatura, la balistica, quanto cadrà il proiettile e dove andrà a finire, la meccanica che regola l'interazione tra scoppio, canna e ambiente. Per raggruppare queste discipline si può parlare di ingegneria delle armi, anche se molte considerazioni di carattere tecnico vengono fatte da team specializzati e indipendenti, per esempio al di sotto una grandi aziende manifatturiere di armi da fuoco come la Colt's Manufacturing Company.
Molecola di nitroglicerina



Breve storia della tecnica impiegata nelle armi da fuoco

Se ci limitassimo a parlare della storia della rivoluzione tecnologica che portò gli umani dal combattere con archi e frecce, lance e scudi, fino all'utilizzo di mitragliatori automatici e missili termoguidati potremmo paritre al 1250 quando gli alchimisti pervennero a scoprire le giuste proporzioni con cui mescolare salnitro purificato, carbone e zolfo per ottenere la polvere da sparo. Dall'invenzione della polvere nera, di cui non si andrà a cercare il responsabile per questioni pratiche, alla comparsa dei primi cannoni passarono 75 anni. Ancora dopo poco, i cannoni divennero portatili con l'introduzione dello schioppo. Dallo schioppo che si basava sul semplice principio del cannone, ma portatile, gli scienziati e gli inventori dell'epoca si preoccuparono principalmente di capire come avrebbero potuto migliorare il sistema di accensione della polvere da sparo. Dalla miccia, nel 1500 si cominciò ad utilizzare un vero e prorpio "accendino" automatico mediante il meccanismo a ruota consiste in una ruota zigrinata collegata a una molla caricabile con una spece di pinza (il cane) che tratteneva un pezzo di pirite (pietra focaia), uno scodellino con un coperchietto a contatto col focone e riempito di polvere da sparo finissima. Azionando il grilletto, il cane si abbassava a contatto con la zigrinatura della ruota, il copriscodellino si apriva e la ruota iniziava a girare sprigionando scintille che infiammando la polvere provocavano lo sparo 




Questo fu il principio che negli anni venne migliorato e migliorato per essere reso più affidabile e più sicuro. Un ulteriore progresso però si ebbe nel 1800 quando, grazie al supporto dei chimici, venne inventato il fulminato di mercurio. Nel decennio successivo molti inventori presero questo nuova sostanza e la applicarono alla guerra dando vita ai sistemi a percussione che nel giro di pochi anni avrebbero soppiantato i sistemi a pietra focaia.
Un'altra pietra miliare fu certamente la revolver Paterson Colt del 1836 che rese possibile accumulare diverse cartucce in un caricatore (a rotazione) senza esploderle tutte contemporaneamente. Tanti furono i tentativi di trovare una soluzione, ma solo Samuel Colt riuscì nell'ardua impresa ingegneristica.
La cartuccia metallica a percussione centrale, rende possibile nel 1862 la costruzione della prima mitragliatrice Gatling, costituita da un fascio di una decina di canne fatte ruotare manualmente in posizione di sparo con una manovella e alimentate di cartucce da un serbatoio cilindrico al di sopra di esse.
 



Nel frattempo i chimici si stavano occupando di continuare i progressi negli esplosivi e nel 1846 con la scoperta della nitratazione della cellulosa ottenerono il flumicotone e nei due anni successivi la nitroglicerina.
Alla fine del XIX secolo i fucili a canna rigata presero il sopravvento, il famoso Win Chester naque in questi anni e fu di largo utilizzo in tutti gli stati uniti d'america, prese spunto dal funzionamento dei fucili militari a canna rigata dell'esercito italiano, il mod. 91, un fucile a ripetizione manuale od ordinaria;  in essi vi è un otturatore contenente il percussore con la sua molla ed un serbatoio posto nel fusto in legno, al di sotto dell'estremità anteriore dell'otturatore. Azionando manualmente l'otturatore mediante un manubrio, una cartuccia viene prelevata dal serbatoio e viene spinta nella camera di cartuccia della canna; l'otturatore, ruotando, si blocca in appositi incastri e la molla del percussore blocca quest'ultimo in posizione di sparo; premendo il grilletto l'arma spara un colpo. Svincolando ed arretrando nuovamente l'otturatore, il bossolo esploso viene estratto ed espulso e l'arma è pronta per un nuovo ciclo.
Ulteriore momento saliente della storia della tecnologia di questo tipo di armi da fuoco fu quando si ebbe l'idea di utilizzare l'energia meccanica che veniva dissipata dallo scoppio per ricaricare l'arma. Fu così che le prime armi semiautomatiche cominciarono a prendere piede. La prima pistola semiautomatica commerciale può essere considerata la Bergmann (1896), ma subito seguirono la Mauser, la Borchart e la Parabellum di Luger (1902). 
Mauser (1900)

L'evoluzione delle armi semi automatiche (ogni azionamento del grilletto corrisponde a un colpo sparato) si ebbe agli inizi della prima guerra mondiale con l'introduzione delle armi automatiche, la pressione del grilletto fa in modo che l'arma continui a sparare. Le armi automatiche furono largamente utilizzate nella prima guerra mondiale e fecero in modo di garantire a chi possedeva questa tecnologia una potenza di fuoco nettamente superiore a chi disponeva solamente delle ormai antiquate semi-automatiche. Una delle più celebri di queste armi da fuoco è la Thomson, ideata negli stati uniti nel 1919 era l'arma dei malavitosi Italiani emigrati. Iterazioni successive portarono all'ampliamento del caricatore fino ad arrivare a un caricatore a tamburo denominato Type C (come in foto) che contava 100 colpi, necessità che scaturì al seguito dell'enorme cadenza di tiro, dai 600 ai 1500 proiettili al minuto.
Mitragliatrice Thomson con caricatore Type C da 100 colpi

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(Wikipedia.it): Mitragliatrice Thomson, https://it.wikipedia.org/wiki/Thompson_Submachine_Gun#Caricatori

(earmi.it): Storia delle armi da fuoco, 
http://www.earmi.it/varie/storia.htm

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